Lucano si nasce e si resta.

Stradine immerse nel verde, distese di campi, cornici di monti, animali al pascolo… Benvenuti in Basilicata! Eh sì, perché è questo scenario paesaggistico che si dischiude dinnanzi agli occhi se si percorrono le vie di questa terra meravigliosa. Che lo si faccia da turista o anche da lucano in visita in un altro paese, la sensazione è la stessa: percorrere sentieri tortuosi, tratturi, viottole accresce il desiderio di arrivare, ma, allo stesso tempo, incanta per il panorama che regala; ed eccoci a destinazione… come su di una tela, si erge fiero, arroccato sulle montagne e quasi addormentato, quello che può essere uno qualunque dei paesi lucani… già dalla disposizione delle case, poste una sull’altra, come avvolte in un caldo abbraccio corale, si respira l’aria di unione, familiarità, accoglienza e affabilità che diventa man mano più concreta, prende forma attraverso le figure che incontriamo sul nostro cammino: ed ecco che dietro il grande manto ovattato delle sue pecorelle al pascolo, spunta e saluta, agitando il suo bastone, un pastore, circondato dai suoi cani, difensori del gregge e della loro guida; non lontano, il passo lento e ciondolante di un asinello, che porta in groppa il suo padrone, stanco delle fatiche della campagna; più avanti incrociamo un tre ruote che trasporta, sballottandoli, ma all’unisono, un uomo e una donna, probabilmente marito e moglie, di ritorno da qualche servizio. Addentrandoci nel paese, in qualche caso interamente in pietra, inizieremo a sentire il profumo di qualche prelibatezza fatta in casa e, se è inverno, anche l’odore dei camini accesi. Potremmo trovare anche qualche porta aperta e intravedere l’andirivieni di qualche signora affaccendata o gruppetti di signore sedute su panchine in pietra vicino alle proprie abitazioni, indaffarate nella pulizia di qualche verdura o nell’arte del ricamo, inteso anche come pettegolezzo. Arrivati nel cuore del paese, simpatici e curiosi vecchietti siedono al sole, parlottando tra di loro o guardandosi intorno in un silenzio che fa comunque compagnia. A un tratto si apre un balcone e compare una vecchietta con l’immancabile grembiulino e il fazzoletto in testa, presa dalle faccende domestiche, ma anche desiderosa di scambiare, con un’amica uscita a fare la spesa, qualche parolina di rito, del tipo: “vuoi favorire?”; “giusto due minuti che ho da fare”. Lei scompare dietro i vetri, lasciando intravedere un grappolo di pepi appesi al sole, per essere essiccati; l’altra apre direttamente la porta con le chiavi lasciate sull’uscio… eh sì, in questo modo parenti, amici, compari, vicini sanno che c’è qualcuno a casa e in qualsiasi momento ci si può accomodare. E state certi che succede… Sicuramente, a un certo punto, si sentirà bussare alla porta e subito dopo qualcheduno aprirà, portando uova fresche, pomodori, peperoni, zucchine, fiori di zucca, mele, odori e chi più ne ha più ne metta; o anche solo per un semplice saluto. E da soli o in compagnia, anche di estranei, se è ora di mangiare, sicuramente la padrona o il padrone di casa non mancherà di fare accomodare gli ospiti e invitarli a fermarsi, perché si trova sempre qualcosa da condividere con tutti e il piacere è maggiore se si ha la possibilità di far assaggiare qualcosa prodotta in proprio. E non penserete mica di andarvene a mani vuote… Sicuramente vi sarà offerta qualche leccornia o qualche oggettino fatto a mano, di cui la casa stessa è un vero e proprio museo: si potrebbero trovare appesi al soffitto, con dei crocchi, salumi di vario tipo; scorgere oggetti di arredo particolari, magari in legno, come la catena del camino, con un’estremità intagliata in modo da essere appuntita e, quindi, adoperata per bucare i capi di salsiccia, oppure qualche barile, in diverse dimensioni, un tempo adoperato per il vino; osservare schiere di suppellettili in ceramica non più in uso, come ciarle o orciuoli…

Se poi è sera, guardandosi intorno, si avrà l’impressione di trovarsi al centro di un presepe, con intorno casette illuminate o, in qualche caso, le cantine che, in occasione delle sagre stagionali, restano aperte fino a tardi, ospitando anche qualche visitatore curioso, a cui si offrirà da mangiare e bere.

Tutto questo rende unica la Basilicata e, chi è costretto a lasciarla, soprattutto chi ci è nato e ci ha vissuto, anche per un breve periodo, porterà nella sua valigia il calore dell’atmosfera familiare che si respira nei paesini, oltre a… una bella scorta di prelibatezze da mangiare… Perché “Lucano si nasce e si resta” come diceva Leonardo Sinisgalli.